La meditazione è esplorazione e liberazione

La tecnica della meditazione è l’esplorazione interiore dell’Essere, dove possiamo capire perché qualche volta la vita è più difficile per noi rispetto ad altri, dove possiamo osservare le dinamiche di fatti accaduti, dove possiamo riconoscere le incomprensioni, dove possiamo vedere come i meccanismi di base si ripetono. Nell’interiorità emergono informazioni che non ci si immagina di vedere, ma sono estremamente utili e chiare. Le risposte di molti perché della vita si trovano tutti in te.

Questo è l’inizio. Un passo importante di liberazione, la via della verità, la svolta interiore al miglioramento di sé, della vita. 

Possono esistere altri luoghi dove cercare queste risposte? No. 

Perché? Proviamo a riflettere su questa domanda.

Non possiamo cercare risposte nella mente di qualcun altro. Ogni persona percepisce le esperienze a suo modo. Nemmeno due gemelli hanno le stesse percezioni, nemmeno se vivono le stesse esperienze. Quindi ogni giudizio è esclusivamente individuale, e ogni critica è falsamente inutile e priva di fondamenta per essere criticata.  

Possiamo cercare la verità solamente nella profondità interiore, unico “luogo” nella quale possiamo intervenire concretamente. Questa è l’unica vera scelta che abbiamo. Scelta che non è il libero arbitrio. Perché È chiamata scelta? La scelta è limitata, cioè si esprime nell’unico piano nella quale può esprimersi, cioè tra il bene e il male.

Cos’è il bene e cos’è il male? Il bene e il male sono due strumenti evolutivi necessari per l’evoluzione dell’uomo. Il male è l’evidenza continua dell’incomprensione di un pensiero, di un’emozione, di un’azione. Non lo chiamiamo errore, per il semplice fatto che la parola “errore” ha subìto una profonda deviazione negativa, cagionevole di conseguenza di sensi di colpa, mentre noi vogliamo capire il significato del male, il suo compito, il motivo della sua esistenza.  Quando c’è assenza di comprensione in un’azione negativa, il risultato si manifesta chiaramente con la sofferenza. Di fronte alla sofferenza è inutile unirci anche il senso di colpa. Non è già troppo soffrire? Diciamo che soffrire non è umanamente giusto! Però l’uomo persevera nello stato di sofferenza, e come se non bastasse lo ha pure integrato di sensi di colpa, di rancore, di rabbia. Questo meccanismo ha fatto sì che la sofferenza divenisse sempre più profonda, sempre più inconsapevole, sempre più nascosta. Per l’uomo è diventato sempre più difficile trovare soluzioni e liberazioni dalla sofferenza.  

Lo stato di sofferenza è racchiuso nell’interiorità dell’anima dell’uomo. Dimenticata l’anima, ha dimenticato anche l’esistenza del luogo in cui continua a esistere il suo malessere. La conseguenza di tutto questo non gli permette di essere felice.

La ricerca del bene è uno strumento per la riscoperta dell’anima, un tragitto per ripulire e correggere le incomprensioni. Ecco che il male e il bene favoriscono l’emergere del Bene Assoluto. Semplificando nel Bene Assoluto non esiste il male, tanto meno il semplice bene. Nel Bene Assoluto, l’Amore è nell’anima dell’uomo.  

Quando l’anima dell’uomo si riconosce Amore, cessa l’alternanza tra il bene e il male. L’alternanza tra sofferenza e rancore, tra rabbia e paura. Nell’Essere Amore l’individuo manifesta la Bontà dell’anima, privo di critiche e libero da discriminazioni. Ogni suo pensiero, ogni sua emozione, ogni sua azione si compie nel Bene Assoluto. 

Lo scopo della vita dell’uomo è questo. Essere Amore, Essere Bene Assoluto. Superare i propri ostacoli per essere sempre più consapevole che la sofferenza non gli appartiene. Cioè: lezione imparata! 

Non è un continuo Divenire, è un Essere. Lo stato naturale si esprime nell’uomo come coscienza integrale, senza frammenti, senza imparzialità. Quando la coscienza dell’uomo è in questo stato di integralità e di equilibrio, ogni sua manifestazione è d’aiuto all’intera umanità. 

Dall’Alto dei piani del Bene Assoluto si possono ottenere miglioramenti. 

Purtroppo l’individuo crede al contrario, cioè che dal basso della sua coscienza frammentata e incompleta possa generare miglioramenti. Oppure, rimane in attesa che qualcun altro svolga o compia la sua scelta. Questa scelta non è delegabile a nessuno. 

Ecco perché il Bene è sempre in ritardo nella realizzazione dell’uomo. 

Dobbiamo riconoscere che il male esiste, ed è un bene che ci sia, altrimenti non esisterebbe nessuna possibilità per l’uomo di poter evolvere nella vita. Senza il male l’uomo vivrebbe al pari di un vegetale o di un animale, senza alcuna possibilità di scelta. Mentre il regno dell’uomo a differenza degli altri regni minerale, vegetale e animale ha un potenziale superiore che gli permette di evolvere, di migliorarsi. Questa è la magnificenza del potenziale dell’uomo. Un dono di Dio, donato espressamente per esprimerci e riconoscerci nella nostra Reale Essenza, cioè come Dio. 

Il bene invece è lo stato evolutivo del temporaneo miglioramento. Lo chiamiamo temporaneo perché non si deve perdere di vista lo stato di continuità dell’evoluzione dell’uomo e del cosmo.

Detto questo il male e il bene hanno già cambiato espressione. Non rimane che scegliere. 

Per informazioni e partecipazione ai corsi di meditazione scrivete a cinziacichellero@gmail.com

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